Sul Canal Grande passa quasi tutto ciò di cui Venezia ha bisogno: vaporetti, barche da carico, ambulanze, barche della raccolta rifiuti, gondole e i motoscafi di chi abita lungo le sue rive. È anche la migliore introduzione all’architettura della città, perché quasi ogni secolo, dal Duecento al Settecento, vi ha lasciato una facciata.
Una S rovesciata nella città
Sulla carta il Canal Grande disegna una S al contrario adagiata su Venezia. Con ogni probabilità segue il corso di un antico ramo fluviale, forse del Brenta, che serpeggiava nella laguna prima che qualcuno vi costruisse. Oggi corre per circa 3,8 km, dalla stazione ferroviaria e da piazzale Roma, a nord-ovest, fino al bacino di San Marco, lo specchio d’acqua aperto davanti a Palazzo Ducale.
La larghezza varia da circa 30 a 90 metri e la profondità media è di circa 5 m, abbastanza perché vaporetti e barche cariche si incrocino per tutto il giorno. I veneziani lo chiamano Canałaso; carte e cartelli riportano l’italiano Canal Grande.
Il canale divide anche la città in due. Scendendo dalla stazione hai a sinistra Cannaregio e poi San Marco; a destra si susseguono Santa Croce, San Polo e infine Dorsoduro, tre dei sei sestieri raccolti sulla stessa sponda. Rialto si trova più o meno a metà della S, e la curva stretta subito dopo, dove sorge Ca’ Foscari, è conosciuta come la volta de canal.
Quattro ponti
Per secoli a piedi lo si poteva attraversare in un solo punto. Alla fine del XII secolo a Rialto fu gettato un ponte su barche, poi sostituito da ponti di legno; uno di questi crollò nel 1444 sotto il peso della folla accorsa a vedere un corteo nuziale. Il ponte di pietra che vedi oggi fu progettato da Antonio da Ponte e costruito tra il 1588 e il 1591, dopo che erano stati scartati i progetti di architetti come Sansovino e Palladio. La sua unica arcata misura quasi 30 m di luce e porta due file di botteghe ai lati di un portico centrale.
Gli altri tre attraversamenti sono moderni. Il primo ponte dell’Accademia, una struttura metallica del 1854, fu sostituito nel 1933 da un arco in legno progettato dall’ingegnere Eugenio Miozzi come soluzione provvisoria. Piacque abbastanza da restare, e a metà degli anni Ottanta fu ricostruito con la stessa forma, con una struttura in acciaio sotto il rivestimento di legno. Miozzi firmò anche il ponte degli Scalzi, un arco di pietra del 1934 davanti alla stazione, che prese il posto di un ponte austriaco in ferro del 1858.
Il quarto, il ponte della Costituzione di Santiago Calatrava, è stato aperto nel 2008 tra piazzale Roma e la stazione. Il suo arco ribassato in acciaio è elegante, ma ha molti gradini e quelli in vetro si sono rivelati scivolosi con la pioggia; nel 2022 il Comune ha deciso di sostituirli con la pietra. Il capitolo sui ponti racconta più nel dettaglio la storia di ciascuno.
- Rialto
- pietra, 1591
- Accademia
- legno, 1933
- Scalzi
- pietra, 1934
- Costituzione
- acciaio, 2008
Leggere le facciate
I palazzi del Canal Grande rivolgono all’acqua la loro facciata migliore, perché era dall’acqua che arrivavano ospiti e merci. La casa tipica ha una porta d’acqua al livello del canale, che immette in un lungo androne al piano terra usato per lo scarico, e sopra il piano nobile, riconoscibile dalle finestre e dai balconi più ampi. Lette in ordine, le facciate sono una breve lezione di architettura veneziana, dalle arcate bizantine ai marmi barocchi.
Bizantino e gotico
Il Fondaco dei Turchi, sulla riva di Santa Croce verso l’inizio del canale, conserva un lungo fronte ad arcate nello stile veneto-bizantino del Duecento, anche se gran parte di ciò che sta dietro fu ricostruito tra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento. Dai primi del Seicento al 1838 ospitò i mercanti ottomani della città; oggi è sede del Museo di Storia Naturale.
Più avanti, sulla sponda opposta, la Ca’ d’Oro fu costruita tra il 1421 e il 1437 per Marino Contarini. I suoi trafori gotici erano un tempo ravvivati da dorature e colori, da cui il nome. Oggi ospita la Galleria Giorgio Franchetti, collezione d’arte dello Stato. Dopo Rialto, proprio sulla volta, Ca’ Foscari è un palazzo tardogotico degli anni Cinquanta del Quattrocento, costruito per il doge Francesco Foscari e oggi sede principale dell’università cittadina.
Il barocco e oltre
Baldassare Longhena, il maggiore architetto della Venezia del Seicento, compare più di una volta. Avviò nel 1659 Ca’ Pesaro, palazzo barocco in marmo dalla facciata profondamente scolpita, completato da Antonio Gaspari nel 1710 e oggi sede dei musei d’arte moderna e d’arte orientale. Nel 1649 aveva avviato anche Ca’ Rezzonico, terminata da Giorgio Massari negli anni Cinquanta del Settecento e oggi museo del Settecento veneziano. Sempre Massari progettò Palazzo Grassi, quasi di fronte, costruito tra il 1748 e il 1772 e ricordato come l’ultimo palazzo eretto sul canale prima della caduta della Repubblica, nel 1797. Oggi ospita mostre d’arte contemporanea.
Alla foce
Il canale si chiude con due edifici che incorniciano la vista dall’acqua. Santa Maria della Salute fu promessa per voto dopo la peste del 1630, avviata su progetto di Longhena nel 1631 e completata negli anni Ottanta del Seicento; si dice che poggi su circa un milione di pali di legno. Oltre, sulla punta di Dorsoduro, la Punta della Dogana è l’antica dogana da mar del 1678–1682, opera di Giuseppe Benoni, coronata da un globo dorato sorretto da due atlanti e da una Fortuna che gira col vento. Dal 2009 è un museo d’arte contemporanea.
Tutto il canale in vaporetto
Il Canal Grande si può costeggiare a piedi solo per brevi tratti: quasi tutti i palazzi sorgono direttamente nell’acqua, e le uniche rive lunghe si trovano vicino alla stazione e attorno a Rialto, dove la riva del Vin e la riva del Carbon si fronteggiano sotto il ponte. Per vederlo tutto serve una barca.
La scelta più semplice è il vaporetto lento, che ferma quasi a ogni pontile. Al momento in cui scriviamo è la linea 1, che da piazzale Roma percorre l’intero canale fino a San Marco e prosegue verso il Lido; le linee più veloci saltano alcune fermate o girano attorno alla città. Numeri e percorsi delle linee cambiano, quindi leggi il cartello del pontile prima di salire; il capitolo Muoversi sull’acqua spiega come funzionano fermate e pontili. Da piazzale Roma a San Marco servono circa tre quarti d’ora.
Attraversare in traghetto
Tra un ponte e l’altro, i traghetti attraversano il canale in pochi punti fissi. Il traghetto è una semplice gondola da lavoro condotta da due gondolieri, uno a prua e uno a poppa, e la traversata dura un paio di minuti. Per tradizione i veneziani la compiono in piedi; chi preferisce può sedersi.
Un tempo i traghetti erano molti di più. Al momento in cui scriviamo ne restano attivi pochi, tra cui quello di Santa Sofia, tra la riva della Ca’ d’Oro e la Pescheria di Rialto, e quello di San Tomà, a pochi passi dai Frari. Gli orari cambiano con la stagione e alcuni servizi funzionano solo in certe ore del giorno.
Regata Storica e giorni di festa
La prima domenica di settembre il canale diventa un campo di regata. La Regata Storica si apre con un corteo di imbarcazioni storiche con equipaggi in costume d’epoca, seguito dalle gare su barche tradizionali vogate in piedi, alla veneta. L’arrivo è alla volta de canal, davanti a Ca’ Foscari. Il traffico ordinario si ferma per alcune ore e i percorsi dei vaporetti cambiano: se ti sposti quel giorno, controlla gli avvisi ufficiali.
Il Canal Grande non è tanto un monumento quanto una strada di lavoro che, per caso, è fiancheggiata da palazzi.
Il 21 novembre, per la festa della Madonna della Salute, un ponte provvisorio su galleggianti attraversa il canale da campo Santa Maria del Giglio, così che si possa raggiungere a piedi la chiesa di Longhena per ringraziare della fine della peste. È l’unico periodo dell’anno in cui si può attraversare il canale a piedi in quel punto.
Da dove guardarlo
Le vedute classiche sono quelle dai ponti. Rialto guarda a monte e a valle sul tratto più trafficato; l’Accademia offre la celebre vista verso la Salute; gli Scalzi mostrano il canale che si allarga oltre la stazione. Dalla Punta della Dogana vedi il Canal Grande e il canale della Giudecca confluire nel bacino, con San Giorgio Maggiore sull’altra sponda (vedi Giudecca e San Giorgio).
Il primo mattino è il momento migliore per vedere il canale al lavoro, quando le barche riforniscono il mercato di Rialto. Il tardo pomeriggio rende giustizia alla pietra, e dopo il tramonto, con le finestre illuminate, un giro lento resta impresso a lungo. Nei mesi freddi le rive più basse attorno a Rialto sono tra le prime ad allagarsi con l’alta marea; il capitolo sulle maree spiega come leggere le previsioni.
Buone maniere sul canale
- Trattalo come una stradaStai lontano dal bordo dei pontili se non devi salire, e non mettere mai piede su gondole o barche ormeggiate.
- Non fermarti in mezzo ai pontiSu Rialto e sull’Accademia spostati di lato prima di fermarti per una foto.
- Fai spazio in vaporettoTogli lo zaino, lascia scendere prima chi è a bordo e tieni i bagagli fuori dal passaggio.
- Resta fuori dall’acquaNuotare nei canali è vietato, e con il traffico è anche pericoloso.
Schede percorso
Tre modi per incontrare il Canal Grande. Le durate sono indicative e dipendono dall’ora e dal traffico.
Scheda percorso
Piazzale RomaversoSan Marco
Consiglio
Sali al capolinea: è lì che hai più probabilità di trovare posto all’aperto.
Scheda percorso
Santa SofiaversoPescheria di Rialto
Consiglio
Vieni di mattina, quando il mercato è aperto e il traghetto lavora di più.
Scheda percorso
Stazione ferroviariaversoPonte di Rialto
Consiglio
Segui i cartelli gialli “Per Rialto” dipinti sui muri; il percorso attraversa il canale di Cannaregio sul ponte delle Guglie.
Linee, orari e servizi dei traghetti cambiano. Prima di partire controlla le informazioni ufficiali dell’azienda del trasporto pubblico.
Domande
Si può percorrere a piedi tutto il Canal Grande?
No. Le sue rive sono occupate quasi ovunque da edifici che sorgono nell’acqua. Puoi seguire brevi tratti di riva vicino alla stazione e a Rialto e attraversarlo sui quattro ponti o in traghetto, ma per vederlo tutto devi salire su una barca.
Da che lato del vaporetto conviene sedersi?
Non esiste un lato migliore, perché i monumenti sono su entrambe le rive. Se puoi, percorri il canale nei due sensi, oppure siediti a prua o a poppa, all’aperto, dove si guarda da tutte e due le parti.
Il canale viene mai chiuso al traffico?
Sì, per alcune ore il giorno della Regata Storica e durante altri eventi. In quelle occasioni i vaporetti seguono percorsi alternativi; il Comune di Venezia e l’azienda del trasporto pubblico pubblicano gli avvisi in anticipo.