Dalle barene al MOSE

Una storia scritta sull’acqua

Venezia è nata da chi cercava rifugio nell’acqua, e da allora gran parte della sua storia è stata un lungo sforzo per andarci d’accordo.

Redazione · 9 ottobre 2026

La veduta a volo d’uccello di Venezia incisa da Jacopo de’ Barbari nel 1500, con la città, la Giudecca e la laguna viste da sud
Jacopo de’ Barbari, Venetie MD, xilografia, 1500

Poche città europee sono cresciute così. La vicenda va da una manciata di insediamenti tra le barene a una repubblica marinara durata circa mille anni, fino a una città moderna che tratta con un mare in crescita. Le cronologie fissano le svolte; il testo spiega perché in ognuna l’acqua sta al centro.

Rifugio in laguna (V–IX secolo)

La laguna non era vuota prima di Venezia. In epoca romana pescatori e salinari lavoravano sulle sue isole, e le città di terraferma, Altino, Padova e Aquileia, ne usavano i canali. Ciò che cambiò nel V e nel VI secolo fu l’arrivo dei profughi. Mentre Unni, Goti e poi Longobardi dilagavano nell’Italia settentrionale, la gente della terraferma si spostò sulle isole, dove l’acqua bassa e i canali mutevoli tenevano lontani eserciti e cavalieri.

  1. 421

    Una fondazione leggendaria

    La tradizione veneziana fissa la nascita della città a mezzogiorno del 25 marzo 421, con la consacrazione di una chiesa a Rialto. È una data di leggenda più che di documenti, ma la città la ricorda ancora ogni anno.

  2. 452

    Attila distrugge Altino

    La rovina della città romana sulla sponda settentrionale della laguna spinge i suoi abitanti verso le isole.

  3. 568

    Arrivano i Longobardi

    Una nuova invasione della terraferma provoca uno spostamento in laguna più ampio e duraturo.

  4. 639

    Una cattedrale a Torcello

    Viene fondata Santa Maria Assunta a Torcello, allora uno degli insediamenti più vivaci della laguna.

  5. 697

    Il primo doge, secondo la tradizione

    Le cronache indicano Paolo Lucio Anafesto come primo doge; gli storici considerano Orso Ipato, eletto nell’VIII secolo, il primo documentato con certezza.

  6. 810

    Il trasferimento a Rialto

    Un esercito franco guidato da Pipino, figlio di Carlo Magno, non riesce a conquistare la laguna. La sede del governo passa allora da Malamocco alle isole di Rialto, il nucleo della città attuale.

La scelta di Rialto, nel cuore della laguna e ben lontano dal mare aperto, segnò i mille anni successivi. Torcello, un tempo il centro più ricco, decadde lentamente con l’interramento dei suoi canali e il diffondersi della malaria; oggi vi abitano solo poche persone.

Un santo, una flotta e il mare (IX–XIII secolo)

Una città con grandi ambizioni aveva bisogno di un patrono all’altezza. Nell’828 due mercanti veneziani portarono via da Alessandria il corpo di san Marco evangelista, nascosto, racconta la leggenda, sotto un carico di carne di maiale che i doganieri non vollero toccare. Il doge fece costruire una cappella per le reliquie accanto al suo palazzo, e il leone alato di san Marco divenne l’emblema dello Stato.

  1. 828

    San Marco arriva a Venezia

    Le reliquie giungono da Alessandria, e per custodirle viene costruita la prima chiesa di San Marco.

  2. 1000 ca.

    L’Ascensione e l’Adriatico

    Il doge Pietro II Orseolo guida una spedizione in Dalmazia che assicura a Venezia il controllo della costa adriatica. La festa dell’Ascensione, la Sensa, diventa la grande giornata della Repubblica sull’acqua.

  3. 1104

    L’Arsenale

    È la data tradizionale di fondazione del cantiere di Stato, che nei secoli successivi diventò uno dei più grandi complessi produttivi dell’Europa preindustriale.

  4. 1177

    La pace di Venezia

    Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa si riconciliano a Venezia. La tradizione lega al papa il dono dell’anello usato nello Sposalizio del mare.

  5. 1204

    La quarta crociata

    Le navi veneziane portano i crociati a Costantinopoli, che viene saccheggiata. Venezia ottiene territori in tutto il Mediterraneo orientale e porta a casa i cavalli di bronzo di San Marco.

Al suo apogeo l’Arsenale allestiva galee con una rapidità straordinaria, partendo da pezzi standard e con una sequenza di lavorazioni paragonata a una catena di montaggio. Dante lo conosceva abbastanza da usarne le caldaie di pece bollente come immagine nell’Inferno. Le sue mura e le sue torri racchiudono ancora gran parte del sestiere di Castello.

Governare le acque (1500–1797)

Intorno al 1500 la Repubblica aveva capito che il pericolo più grave non era una flotta nemica, ma la sua stessa laguna. Da terra i fiumi la riempivano di sedimenti, dal mare le mareggiate rodevano i lidi. La grande xilografia di Jacopo de’ Barbari, pubblicata proprio quell’anno, mostra una città vicina all’apice della potenza, circondata da una laguna che chiedeva cure continue.

  1. 1501

    Un ufficio per le acque

    La Repubblica istituisce un ufficio dedicato alle acque, antenato del Magistrato alle Acque, per sorvegliare fiumi, canali e bocche di porto.

  2. sec. XVI

    L’allarme di Sabbadino

    Il tecnico Cristoforo Sabbadino sostiene che i sedimenti fluviali stanno restringendo la laguna e che i fiumi vanno portati lontano.

  3. 1610

    Il Taglio Novissimo

    L’ultimo di una serie di tagli porta il Brenta al margine meridionale della laguna.

  4. 1664–83

    Piave e Sile

    Il Piave viene deviato verso est; il Sile è poi portato fuori dalla laguna nord, nel vecchio alveo abbandonato del Piave.

  5. 1744–82

    I murazzi

    Lungo Pellestrina e parte del Lido sorgono imponenti dighe in pietra d’Istria, tra le ultime grandi opere della Repubblica.

Il principio era semplice da enunciare e difficile da rispettare: nulla doveva danneggiare la laguna. Scavare, interrare, costruire mulini o argini richiedeva un permesso, e chi trasgrediva rischiava pene severe. Il capitolo su la laguna e i suoi fiumi segue queste deviazioni nel dettaglio.

Gondole, Bucintoro e Sposalizio del mare

Per gran parte della sua storia Venezia si è mossa a remi, e la gondola era solo uno dei tanti tipi di barca locali. Nel Cinquecento se ne contavano migliaia, molte dipinte e decorate dalle famiglie nobili che gareggiavano in sfarzo. Alle leggi suntuarie, nate per frenare questi eccessi, si attribuisce di solito il nero uniforme che le gondole portano ancora oggi. La barca intanto continuava a cambiare: lo scafo asimmetrico, leggermente curvo da un lato perché un solo gondoliere in piedi a poppa possa tenerla dritta, fu perfezionato dai costruttori nell’Ottocento. Oggi ne restano poche centinaia, quasi tutte al servizio dei visitatori; i traghetti in gondola che attraversano il Canal Grande sono descritti nel capitolo su come muoversi sull’acqua.

Anche lo Stato aveva la sua barca. Il Bucintoro era la galea da parata del doge, una sala galleggiante di legno intagliato e dorato, spinta dai remi degli arsenalotti. Ogni anno, il giorno dell’Ascensione, portava il doge verso la bocca di Lido per lo Sposalizio del mare: dopo una benedizione, il doge lasciava cadere in acqua un anello d’oro pronunciando una formula latina che rivendicava il mare a Venezia.

Desponsamus te, mare, in signum veri perpetuique dominii.

«Ti sposiamo, mare, in segno di vero e perpetuo dominio». Formula dello Sposalizio del mare

L’ultimo Bucintoro, varato nel 1729, non sopravvisse alla Repubblica. Nel 1798 le truppe francesi lo spogliarono delle dorature e ne bruciarono gli intagli sull’isola di San Giorgio. Dal 1965 il sindaco di Venezia rinnova ogni anno lo Sposalizio del mare durante la Festa della Sensa, davanti alla chiesa di San Nicolò al Lido.

La caduta e i ponti sulla laguna (1797–1933)

La Repubblica non cadde per un assedio. Nel maggio 1797, con l’esercito di Napoleone in terraferma, il Maggior Consiglio votò la cessione dei poteri e l’ultimo doge, Ludovico Manin, si ritirò. Nel giro di pochi mesi la città era già stata ceduta ad altri.

  1. 1797

    La fine della Repubblica

    Il 12 maggio il Maggior Consiglio scioglie il governo. In ottobre il trattato di Campoformio consegna Venezia all’Austria.

  2. 1846

    La ferrovia attraversa la laguna

    Sotto il governo austriaco un lungo ponte ferroviario collega per la prima volta Venezia alla terraferma.

  3. 1866

    Venezia entra nel Regno d’Italia

    Dopo la guerra del 1866 Venezia e il Veneto passano al Regno d’Italia, con la conferma di un plebiscito.

  4. 1933

    Una strada fino in città

    Accanto alla ferrovia si apre un ponte stradale che termina a piazzale Roma. Inaugurato come ponte Littorio, dopo la seconda guerra mondiale diventò il ponte della Libertà.

I due ponti cambiarono Venezia più di qualsiasi battaglia. Per la prima volta si poteva arrivare senza barca, e la vita lavorativa della città scivolò verso la terraferma, dove nel corso del Novecento crebbe il porto industriale di Marghera.

La laguna contemporanea (dal 1966 a oggi)

L’acqua granda del 1966 fu il momento in cui la città moderna capì che l’antico equilibrio della laguna si era rotto. Tutto ciò che è venuto dopo, dalle leggi speciali alle paratoie mobili, è stato un tentativo di ricostruirlo.

  1. 1966

    L’acqua granda

    Il 4 novembre la marea raggiunge circa 194 cm, il livello più alto mai registrato, e il mare sfonda i murazzi di Pellestrina.

  2. 1973

    Una legge speciale

    Lo Stato approva la prima legge speciale per Venezia, che dichiara la salvaguardia della città e della sua laguna un problema di interesse nazionale.

  3. 1987

    Patrimonio dell’umanità

    L’UNESCO iscrive «Venezia e la sua laguna» nella Lista del patrimonio mondiale.

  4. 2003

    Partono i lavori del MOSE

    Si aprono i cantieri delle paratoie mobili alle tre bocche di porto.

  5. 2019

    Una seconda grande marea

    Il 12 novembre l’acqua arriva a circa 187 cm, il secondo livello più alto mai misurato.

  6. 2020

    Le paratoie si alzano

    Il 3 ottobre il MOSE viene sollevato per la prima volta contro una vera acqua alta.

L’acqua non è l’unica pressione. I residenti del centro storico sono oggi meno di un terzo rispetto all’inizio degli anni Cinquanta, e l’equilibrio tra chi ci vive e chi la visita è discusso con la stessa passione delle paratoie. Come funzionano oggi maree e barriere lo spiega il capitolo su maree, acqua alta e MOSE.

Dove vedere questa storia

Buona parte di questa vicenda si può ripercorrere in pochi giorni, a piedi e in barca.

  • Il Museo Correr, in piazza San Marco, conserva la veduta di Jacopo de’ Barbari insieme alle sue matrici originali in legno, e alcuni elementi decorativi scampati al rogo dell’ultimo Bucintoro.
  • Il Museo Storico Navale, vicino all’Arsenale, espone modelli di navi della Repubblica, tra cui un grande modello del Bucintoro.
  • La porta di terra dell’Arsenale, sorvegliata da leoni di pietra portati a Venezia come trofei, si vede dal rio e dal campo davanti; parte dell’antico cantiere ospita le mostre della Biennale.
  • La Basilica di San Marco e Palazzo Ducale mostrano il santo e lo Stato fianco a fianco, con mosaici che raccontano la vicenda delle reliquie.
  • A Torcello, la cattedrale e la chiesa di Santa Fosca sono ciò che resta dell’isola più viva della prima laguna.